Il Veneto è una regione italiana a statuto ordinario di 4.834.625 abitanti, Quinta regione più visitata in Europa e prima in Italia; prende il nome dal popolo dei Veneti, popolazione indoeuropea che si insediò nel territorio dopo la metà del II millennio a.
Il Veneto è una regione dell'Italia situata a Nord-Est, confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e con il Mar Adriatico, a nord con l'Austria, a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna. È l'ottava regione italiana per superficie e il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura circa 56,4%, ma anche estese zone montuose 29,1% e, in minor misura, collinari 14,5%.zone montuose: 5.359 km² e 117 comuni;
- zone collinari: 2.663 km² e 120 comuni;
- zone pianeggianti: 10.375 km² e 344 comuni, principalmente concentrati nella Valle del Po.
Il 29% del territorio è montuoso: Alpi Carniche, Dolomiti orientali e le Prealpi Veneziane. Le vetta più alta è Punta Penia (3.343 m), vi sono inoltre le grotte dell'Altopiano dei Sette. Si è soliti distinguere una zona di alta pianura, costituita da terreno ghiaioso e poco fertile, da una zona di bassa pianura, ricca di sorgenti d'acqua e terreno coltivabile. In quest'ultima si concentra la maggior quota della produzione agricola e della popolazione residente. Il Veneto è attraversato dal Po, dall‘Adige e dal Piave. Possiede il bacino idrico più importante d'Italia, il Lago di Garda. Le sue coste si estendono approssimativamente per 200 km, di cui più della metà sono spiagge della costa veneziana, ricche di isolette, zone lagunari e rilievi soggetti a maree. Il delta del Po alterna barre a dune sabbiose lungo il litorale, mentre il suo versante interno è stato riguadagnato all'agricoltura grazie a un sistema di dighe e canali navigabili, punto di permanenza nel quale è possibile ammirare diverse specie di uccelli migratori.
Il popolamento del Veneto risale al V millennio a.C. e si incrementa durante l'età del Bronzo dapprima nella zona collinare veronese, lungo la costa orientale del Lago di Garda e in prossimità dei corsi fluviali. Verso il 1000 a.C. si segnalò la civiltà paleoveneta nel territorio di Este che sviluppò una vera e propria cultura ed intrattenne rapporti con etnie molto distanti, come i greci, gli etruschi, i popoli transalpini e i celti. I Veneti raggiunsero in breve una forte identità etnica, culturale, politica e a difesa di questa nel III secolo a.C. si allearono con Roma per fronteggiare le pressioni barbariche. L'alleanza coi romani introdusse importanti lavori di costruzione delle infrastrutture e di sistemazione ed edificazione dei centri urbani. Il Veneto venne poi completamente assorbito dall'Impero Romano nel I secolo a.C., ma mantenne, intatti, i propri connotati distintivi, per i quali Roma mostrò sempre grande rispetto.
Tito Livio, un famoso storico Romano, nativo di Padova, inizia la sua storia a Roma con il mito di Antenore che, fuggendo da Troia infuocata e dirigendo un gruppo di Troiani e di Eneti, popolo alleato proveniente dalla Paflagonia, si ritrovò nell'attuale Golfo di Venezia. Nella terra estesa tra le Alpi e il mare Adriatico, dopo aver estromesso gli Euganei, si insediano così queste genti che nel loro insieme si chiameranno Veneti. Antenore stesso sarebbe stato il fondatore di Padova. Secondo una leggenda analoga Diomede avrebbe fondato Adria mentre Clodio avrebbe fondato Chioggia. Sono comunque di certa origine rigoni molte importanti città, quali Concordia, Oderzo, Este, Treviso, Belluno,
La provenienza anatolica dei Veneti adriatici non è accettata da tutti gli autori antichi ed è ancor oggi oggetto di discussione. Le fonti antiche tramandano l'esistenza di vari filoni dell'etnìa veneta, dalla Bretagna, alla Lusazia, fra Germania e Polonia, all'Epiro in Grecia, all'Anatolia. Legati all'etnico veneto sarebbero diversi toponimi e i nomi attribuiti a popoli di origine slava in diverse lingue europee. Secondo alcuni studiosi, sarebbero queste testimonianze di un'unica civiltà indoeuropea che si estendeva dal Baltico all'Adriatico, riconducibile ai cosiddetti popoli dei Campi delle Urne.
La Repubblica di Venezia, a partire dal XVII secolo Serenissima Repubblica di Venezia, è stata una repubblica marinara con capitale Venezia. Fondata, secondo la tradizione, nel 697 da Paoluccio Anafesto, nel corso dei suoi millecento anni di storia si affermò come una delle maggiori potenze commerciali e navali europee. Inizialmente estesa nell'area del Dogado, attualmente metropolitana di Venezia, nel corso della sua storia annesse gran parte dell'Italia nord-orientale, l'Istria, la Dalmazia, le coste dell'attuale Montenegro e dell'Albania oltre a numerose isole del mare Adriatico e dello Ionio orientale. Al massimo della sua espansione, tra il XIII e il XVI secolo, governava anche il Peloponneso, Creta e Cipro, la gran parte delle isole greche, oltre a diverse città e porti del Mediterraneo orientale. Le isole della laguna di Venezia nel VII secolo, dopo aver conosciuto un periodo di sostanziale aumento della popolazione, si organizzarono nella Venezia marittima, un ducato bizantino dipendente dall'esarca di Ravenna. Con la caduta dell'esarcato e l'indebolimento del potere bizantino, sorse il Ducato di Venezia, guidato da un doge e stabilito sull'isola di Rialto; divenne prospero grazie al commercio marittimo con l'Impero bizantino e con gli altri stati orientali. Al fine di salvaguardare le rotte commerciali, tra il IX e l'XI secolo il Ducato condusse diverse guerre, che gli assicurarono il completo dominio sull'Adriatico. Grazie alla partecipazione alle crociate, la penetrazione nei mercati orientali si fece sempre più forte e, fra il XII e il XIII secolo, Venezia riuscì ad estendere il suo potere in numerosi empori e scali commerciali orientali. La supremazia sul mar Mediterraneo condusse la Repubblica allo scontro con Genova, che durò fino al XIV secolo, quando, dopo aver rischiato il completo tracollo durante la Guerra di Chioggia, Venezia riuscì velocemente a riprendersi dalle perdite territoriali subite con la Pace di Torino del 1381 e ad iniziare l'espansione sulla terraferma.
- Jacopo Bassano :Jacopo Dal Ponte, detto Bassano, è riconosciuto come uno dei principali e più incisivi interpreti della pittura veneta nel secondo Cinquecento, capace di conquistarsi uno spazio di forte originalità accanto ad altri grandi del suo tempo, sviluppando uno spiccato sperimentalismo artistico, e manifestando nelle sue opere un forte legame affettivo con la propria terra. Muovendo dal naturalismo degli esordi, il Bassano abbandona presto la rappresentazione della realtà, per trarre ispirazione dai nuovi modi della pittura centro-italiana, e giungere a uno stile caratterizzato dal protagonismo della luce, di cui vengono esplorate tutte le possibilità espressive. La città natale di Jacopo, sede della sua bottega, mantenuta attiva e fiorente dopo di lui dai figli e dai discendenti per oltre un secolo, fa da sfondo a numerosi suoi dipinti, spesso completati dal profilo del Monte Grappa; Bassano ha dedicato all'artista un tributo d'onore, proponendone in un eccezionale allestimento espositivo la più consistente collezione permanente di opere.
- Andrea Palladio: genio dell'architetto cinquecentesco, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia; vanta opere eccezionali, realizzate sia nei centri urbani, soprattutto Vicenza e Venezia, sia nelle diverse realtà territoriali dell'entroterra: creazioni uniche e originalissime sono gli insediamenti di villa rustica, espressioni di una classe dominante aperta alla cultura, sensibile alle bellezze della natura e dell'arte, e al tempo stesso attiva nell'amministrare oculatamente le sue vaste proprietà agricole. Questi edifici del Palladio codificarono tipologie destinate a incontrare ampia fortuna, modelli diffusi e imitati ovunque nel corso dei secoli, dapprima in Europa, poi anche oltre gli oceani.