Storia e Geografia - Miatto

Storia e Geografia - Miatto

Il Brenta è un fiume dell’Italia settentrionale, Origina dai laghi di Caldonazzo e di Levico in Trentino-Alto Adige, arriva al mare dopo 174 km.Le sue acque attraversano o bagnano i territori come: Borgo Valsugana, Bassano del Grappa, Cittadella, Padova, Mira e Venezia.

 

 

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Le sue sorgenti sono nel Lago di Caldonazzo è nel Lago di Levico, il Brenta un’area delle Alpi venete di 2300 kmq, di cui le precipitazioni atmosferiche raggiungono i 1600-2000 mm.

Dal 1896 il fiume è stato obbligato a sboccare direttamente nel mare di Brondolo, successivamente espulso e riammesso nei bacini lagunari.

A Venezia importava molto che lo specchio d’acqua libera della laguna non venisse ristretto dalle alluvioni del fiume. 

Specialmente in estate i fiumi sono più caldi dell’aria, mentre d’inverno nelle regioni fredde i fiumi gelano.

Il fiume si alimenta con l’acqua piovana, con la neve, dalle alpi dei ghiacciai.Il Brenta ha un altitudine di 2.332,5 ms.l.m. con un'estensione di 1.640 km2 di cui oltre 900 km2 in territorio veneto.

Ci sono tratti dove è molto pericoloso per tratti profondi, si creano mulinelli e vortici con particolare pericolosità, che provocano risucchi complessi.

Nel fiume Brenta è possibile pescare degli esemplari di: trota Fario, trota Marmorata, e sono presenti altrettante specie tra cui il Persico Reale, la carpa, la Tinca e lo Scazzone.

Le zone del Basso Brenta sono suddivise in cinque sottobacini principali: il Brenta, il Cimon, il Bacchiglione, Astico-Tesina e l'Agno Guà-Fratta-Gorzone.

I suoi principali  affluenti sono il Cimon e il Muson dei Sassi.

Il luogo dove si può fare il bagno è il Lago di Camazzole, trasformandosi in un’antica cava al lato del fiume. Qui c’è una spiaggetta di sassi bianchi, dove si potrà portare il proprio ombrellone e lo sdraio. Il lago di Calmazzo si trova in provincia di Padova, tra i comuni di Carmignano di Brenta e Fontaniva.

Le ville storiche visitabili sono la villa Foscarini Rossi, villa Pisani, villa Widmann a Mira e infine nei pressi di Fusina villa Foscari, detta la Malcontenta.

Le Dolomiti del Brenta si trovano in provincia autonoma di Trento, mentre il Basso Brenta attraversa Vicenza, Padova, Venezia per confluire infine nel Brenta presso Chioggia.

Il professor Francesco Vallerani geografo dell’università Ca’foscari di Venezia, ha raccontato il viaggio delle acque del brenta dalla sorgente fino alla foce, ricostruendo l’evoluzione delle molte ramificazioni che formano il suo percorso.

Il Brenta è un bellissimo corso d’acqua che nasce in Trentino, nel piccolo lago di Caldonazzo, attraversa la fascia prealpina, quindi la Valsugana e il canale di Brenta e arriva in pianura a Bassano del Grappa.

Il nome Brenta deriva dal tedesco “brint” che significa “fontana” perché questo fiume è caratterizzato da numerose risorgive.

Fino alla piena del 589, il Brenta sfociava assieme al Piave in quella che oggi è la bocca di porto del Lido di Venezia:il primo percorreva il letto dell’attuale Canal Grande,  mentre il Piave giungeva dall’attuale canale di San Felice.

Il bacino idrografico del Brenta è posizionato nella parte nord-orientale della provincia di Venezia, rientra nel territorio vicentino, anche nelle provincie di Trento, Belluno, Padova e Venezia.

Gli abitanti di questa zona solitamente non si autodefiniscono come “Veneziani di terraferma” bensì “Veneziani di Riviera”, sottolineando così i loro legami storici. La villa per loro più importante del Brenta è la villa Foscari detta La Malcontenta a Mira vicino alla Riviera progettata da Andrea Palladio, lui fu un architetto teorico dell’architettura e scenografo italiano del Rinascimento cittadino della repubblica di venezia. 

L’origine del primo lago deriva dalla maledizione di un vecchio signore, cacciato da due località, e come ripicca fece franare i monti,  è così nacque dall’unione di due laghi di Levico e Caldonazzo, il Brenta. L’uomo in passato ha imparato a chiamarlo e conoscerlo per le sue correnti e dallo sfregamento dei suoi detriti, è stato collegato alla città di Barentia, fondata dalla leggenda. Un altra leggenda della storia del Brenta risale al 1545 quando i padri fondatori decisero di cacciare le streghe e i diavoli dalla valle trasformandoli in roccia granitica, che ancora oggi possiamo ammirare lungo il percorso, le più note sono la Preda de la Luna e la Tof del diavùl. 

La Mala del Brenta

Il capo della Mala fù Felice Maniero, la sua iniziativa era di creare delle bande locali con cui ottenne il controllo di Padova, Vicenza, Venezia e di Treviso. Nel 1994 fu catturato a Torino dopo esser evaso dal carcere di Padova, le rapine furono l’attività principale della Banda che poi passò ai sequestri di persone rapine in hotel di Venezia.

 

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