Negli ultimi tempi, la scena rap italiana è stata letteralmente travolta da un ciclone di nome Kid Yugi (pseudonimo di Francesco Stasi). Classe 2001, originario di Massafra (Taranto), l'artista è riuscito a compiere un'impresa rara: mettere d'accordo la critica più esigente e il grande pubblico, scalando le classifiche senza mai scendere a compromessi commerciali.
A distinguere Kid Yugi dai suoi contemporanei è una scrittura densa, colta e cinematografica. Nei suoi testi, l'oscurità e il realismo della vita di provincia si fondono con citazioni letterarie, riferimenti alla mitologia classica, alla filosofia e al cinema d'autore. Album come I Nomi del Diavolo hanno consacrato il suo stile unico: un "rap di spessore" declinato su sonorità moderne, crude e industriali.
"Kid Yugi non si limita a raccontare la strada; la scompone e la analizza attraverso la lente della grande letteratura, dimostrando che il rap può ancora essere una forma d'arte complessa e profonda."
Con la sua voce profonda, un'attitudine fiera e una tecnica lirica impeccabile, Kid Yugi ha dimostrato che c'è ancora spazio per il lirismo nel mainstream, diventando a tutti gli effetti la penna più affascinante e promettente della nuova generazione hip-hop in Italia.