Situata in Sud America, l’Argentina, chiamata anche il Paese del Tango da noi Europei, si estende dal Tropico del Capricorno alla Terra del Fuoco, e dalle Ande all’Oceano Atlantico. Il suo nome deriva dal lativo argentum, e a sua volta in spagnolo plata, che letteralmente in italiano significa argento, ed è associato alla prima colonia europea in Argentina, Mar del Plata. In sé, il Paese albiceleste è il secondo per estensione dell’America Meridionale, nonché l’ottavo più grande del globo terrestre. Da Nord a Sud, l’Argentina è testimone di una ricca storia, dai primi insediamenti umani (risalenti a quasi 13.000 anni fa) all’Argentina attuale sotto la presidenza di Alberto Fernández; e di geografia, con un territorio pieno di bellezze naturali tra le Ande, la Pampa, Patagonia e le cascate Iguazú.
Storia
- Prima della Colonizzazione (VII Sec. a.C. ca. - XV Sec. d.C. ca.)
- Dominio Europeo e del Regno Spagnolo (XVI-XIX Sec. d.C. ca.)
- L'Indipendenza dal Regno di Spagna (1806-1852)
- La Nascita dell'Argentina Moderna (1853-80)
- L'Arrivo delle Prime Ondate Emigratorie Europee, Boom Economico e il Radicalismo al Potere (1880-1930)
- Il Decennio Infame (1930-43)
- La Rivoluzione del '43, i due governi Perón e le continue Ondate Emigratorie (1943-52)
- Instabilità Politica e la Morte di Perón (1952-76)
- Il Processo di Riorganizzazione Nazionale e la Guerra delle Falkland/Malvinas (1976-83)
- Il Dopoguerra, la Democrazia al Potere e Oggi (1983-ora)
Geografia
Storia
Sebbene i primi insediamenti in Argentina risalgono all’inizio della Preistoria, le prime testimonianze da parte dell’uomo risalgono solamente a 13.000 anni fa circa, con le prime tribù indigene nel Nord-Ovest del Paese, ma la storia dell’attuale Argentina inizierà solamente nel 1516 dalla dominazione spagnola. Detto ciò, ora tuffiamoci all’interno della storia della nazione albiceleste.
Prima della Colonizzazione (VII Sec. a.C. ca. - XV Sec. d.C. ca.)
Precedentemente dell’arrivo degli spagnoli, l’attuale territorio dell’Argentina era poco popolato, dato che la maggior parte delle popolazioni viveva nella zona nord-occidentale, a ridosso dell’Impero Inca. Tuttavia, anche in altre parti del Paese vivevano altre popolazioni; come i Guarini nell’Est, in centro gli Het, nelle Ande vivevano gli Huarpe e i Mapuche, nella Patagonia i Tehuelche e nella Terra del Fuoco (in estremità meridionale nell’attuale confine con il Cile) i Selknam, Yagan e Mannekenk.
Dominio Europeo e del Regno Spagnolo (XVI-XIX Sec. d.C. ca.)
Intorno all’inizio del XVI Secolo d.C., diversi esploratori, e navigatori, europei, come aveva fatto l’italiano Cristoforo Colombo nel 1492, partirono per scoprire nuovi territori delle Americhe, tra questi c’era anche l’esploratore fiorentino Amerigo Vespucci, e successivamente Sebastiano Caboto. Però nessuno di essi raggiunse l’attuale Argentina, il primo era stato il navigatore spagnolo Juan Díaz De Solís, che rimase a vivere a Rio de la Plata fino all’anno della sua morte, datata 1516. Decenni più tardi, nel 1580, il Regno di Spagna, con Ferdinando II al trono, aveva stabilito una serie di colonie dalla foce dei fiumi Uruguay e Paraná e nell’attuale provincia di Tucumán.
L'Indipendenza dal Regno di Spagna (1806-52)
Dopo l’invasione delle truppe napoleoniche nel regno spagnolo in Europa, a cavallo tra il 1806 e il 1808, e la successiva abdicazione del monarca Ferdinando VII, le colonie spagnole situate in Sudamerica (tra cui anche l’Argentina) si trovarono in difficoltà sia economiche che organizzative. Di conseguenza, a causa della mancanza di comunicazioni tra il governo spagnolo e i rispettivi possedimenti d’oltremare, gli abitanti del posto decisero di adottare lo stesso metodo di indipendenza utilizzato dagli americani nel 1776. Prima ancora di trarre l’autonomia dal Regno di Spagna, nel 1810, a Buenos Aires, scoppiò quella che sarebbe diventata la Rivoluzione di Maggio (Revolución de Mayo), in cui venne fatto togliere completamente il potere al vicerè Baltasar Hidalgo de Cisneros della Giunta di Siviglia, e al suo posto venne acquisito da alcune persone locali sotto il nome di Prima Giunta (Primera Junta). Esattamente il 9 luglio 1816, a 6 anni dalla Revolución de Mayo, a San Miguel de Tucumán vennero riuniti tutti gli esponenti votati dal popolo argentino per il Congresso di Tucumán (Congreso de Tucumán), in cui verrà decretata l’indipendenza dalla Spagna. Dopo la successiva firma della piena autonomia, e dagli omicidi tutti gli ufficiali spagnoli presenti all’interno del Paese, dal 1820 fino al 1881 iniziava un periodo di guerre civili internamente per determinare il futuro dell’intera nazione albiceleste.
La nascita dell'Argentina Moderna (1853-80)
Verso l’inizio del 1853, a Santa Fe, venne formata un’assemblea costituente, con la quale venne scritta la Costituzione Argentina. Modificata diverse volte, l’ultima datata 1994, la costituzione è divisa in due parti:
- Declaraciones, Derechos y Garantías (dichiarazioni, diritti e garanzie in italiano), dall’articolo 1 al 43.
- Autoridades de la Nación (autorità della nazione in italiano), dall’articolo 44 al 129.
Nel mentre l’Argentina stava man mano sempre più crescendo dal punto di vista demografico, contando che solamente nel 1856 la popolazione ammontava a quasi 2 milioni di abitanti, dei quali 70.000 erano italiani. Quasi vent’anni dopo, tra guerre civili e rivolte, nel 1874, l’allora presidente Nicolás Avellaneda, aveva sterminato tutte le popolazioni indigene presenti nel territorio argentino, riducendo il tutto a 30.000 unità. Attorno alla metà del 1880, finito il periodo di sterminio, Buenos Aires divenne, così come tutt’ora, capitale dell’Argentina.
L'Arrivo delle Prime Ondate Emigratorie Europee, Boom Economico e il Radicalismo al Potere (1880-1930)
Subito dopo aver nominato Buenos Aires come capitale, l’Argentina si era slanciata in alto dal punto di vista economico per due semplici motivi: l’introduzione di nuove tecniche moderne per l’agricoltura e degli arrivi di stranieri. Stranieri poiché tra il 1880 e il 1930 diversi emigranti provenienti dal Vecchio Continente, specialmente italiani, si erano stabiliti in Argentina alla ricerca di lavoro, dando così vita alle prime ondate emigratorie che colpì pesantemente negli anni successivi il Paese. Tra un’ondata emigratoria e l’altra, in Argentina, verso la metà degli anni ‘10 del XX Secolo, il radicalismo prese il potere dell’intera nazione. Con a capo leader degli studenti e dei sindacati, con il concetto della “causa contro il regime”, ovvero di riorganizzare il Paese con un nuovo tipo di democrazia, riparare tutti i “danni” causati dai governi precedenti, oltre al rispetto delle leggi stesse. Nel 1916 era andato al potere Hipólito Yrigoyen come primo presidente di questo movimento politico, tuttavia il voto venne segregato, e solamente a suffragio maschile. Durante il suo mandato presidenziale (1916-1922), Yrigoyen aveva riformato a nuovo la riforma universitaria, e aveva fondato la Marina Mercantile Nazionale, organizzazione che si occupa di commercio e nel trasporto marittimo di passeggeri e di merci. Dopo la fine del mandato di quest’ultimo, era salito al potere Marcelo Torcuato de Alvear (1922-1928), che si era occupato di gestire le pensioni in tutti gli ambiti lavorativi. Nel 1928 venne rieletto Hipólito Yrigoyen, ma a sua volta si dimise il 6 settembre 1930 a causa di un colpo di stato da parte dei militari.
Quel sabato 6 settembre 1930 iniziava in Argentina un periodo denominato il Decennio Infame (La Década Infame), in cui nei successivi 13 anni c’erano solamente militari al potere, e di conseguenza era stato tolto il potere al popolo. Di militari come capo Stato ne furono quattro: José Félix Uriburu (1868-1932), dal 1930 al 1932; Agustín Pedro Justo (1876-1943), dal 1932 al 1938; Roberto Marcelino Ortiz (1886-1942), dal 1938 al 1942 e Ramón Castillo (1873-1944), dal 1942 al 1943. Il decennio infame ebbe fine il 4 giugno 1943, dopo il colpo di Stato da parte del Grupo de Oficiales Unidos (GOU), giovani miliari di tendenza fascista, comunista e cattoliche, sotto la guida del generale Arturo Rawson.
La Rivoluzione del '43, i due governi Perón e le continue Ondate Emigratorie (1943-52)
Dopo La Década Infame, l’Argentina rimase in dittatura militare fino all’insediamento del governo costituzionale eletto di Juan Domingo Perón. Con Perón al potere, in Argentina si avviava un periodo chiamato Peronismo, (a sua volta movimento politico fondato con l’aiuto della sua seconda moglie, Evita Perón) il quale assomigliava molto al fascismo italiano, sebbene si univa al socialismo e al patriottismo. Tuttavia, durante il periodo dei suoi mandati, Perón era sempre stato discusso sia per la mancanza di un riferimento politico ben preciso, e sia per aver dato asilo ai nazisti che scappavano dai processi per crimini di guerra al termine della seconda guerra mondiale; però aveva aiutato il neonato Israele, donando soldi e risorse primarie. E sempre in quel periodo, l’Argentina stava accogliendo nuovi emigranti italiani, i quali cominciavano da Genova che, insieme a Venezia, Napoli, Palermo, era il principale porto di partenza, fino all’arrivo del porto di Buenos Aires.
Instabilità Politica e la Morte di Perón (1952-76)
Dopo la fine del secondo mandato di Perón e il successivo esilio di quest’ultimo, l’Argentina si ritrovava in crisi. In effetti tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70 del XX Secolo, tutti i governi eletti venivano rovesciati da colpi di stato militari con conflitti sociali e violenza politica, malgrado a quei tempi l’economia argentina fosse una tra le più importanti al mondo. Successivamente, dopo il 1965, si aggravarono i problemi sociali, fino al 1972, anno in cui l’ex presidente Perón tornava nel Paese. L’anno successivo del suo ritorno, Perón aveva vinto le presidenziali ma vennero completamente “annullate” dalla sua morte a causa di un’improvvisa bronchite nella notte del 1° luglio 1974. Dopo la brusca morte del Capo di Stato, la sua terza moglie, Isabel Martínez de Perón, in quanto vicepresidente, era subentrata come presidente per completare il mandato, fino al 1976, anno in cui si avvia il Processo di Riorganizzazione Nazionale.
Il Processo di Riorganizzazione Nazionale e la Guerra delle Fakland/Malvinas (1976-83)
La dittatura militare, sotto di nome il Processo di Riorganizzazione Nazionale, incominciava con il colpo di Stato militare del 24 marzo 1976, in cui veniva fatto fuori il governo di María Martínez de Perón, terza moglie dell’ex Presidente Perón, e tutte le autorità costituzionali, nazionali e provinciali, imponendo nel suolo argentino una giunta composta dai tre comandanti delle forze armate. Così fino al 1983, l’Argentina veniva governata da diverse giunte militari con una forte repressione economica e numerose violazioni di diritti umani, uccidendo quasi 30.000 persone innocenti. Da segnalare che, in quei 7 anni di dittatura, il popolo argentino aveva visto la sua nazione schierarsi contro l’esercito britannico. Il tutto nacque il 19 marzo 1982, quanto una cinquantina di soldati argentini sbarcarono nella Georgia del Sud, territorio d’oltremanica del Regno Unito, e misero la bandiera argentina, togliendo quella britannica. La popolazione del posto aveva cercato di reagire ma venne subito neutralizzata dall’esercito argentino, il quale aveva successivamente disposto un blocco navale nelle acque circostanti all’isola. Fu solamente il 2 aprile che il Paese sudamericano invase militarmente. Nel bene, e anche nel male, nei 74 giorni della sua durata, la guerra delle Falkland/Malvinas, il conflitto aveva comportato la morte di 649 morti e 1.068 feriti dell’esercito argentino, e di 255 morti e 777 feriti dalle truppe del Regno Unito; aggiungendo anche le 3 morti tra la popolazione dell’isola. La guerra finì il 14 giugno 1982, con la resa delle truppe argentine.
Il Dopoguerra, la Democrazia al Potere e Oggi (1983-ora)
Dopo la fine della guerra i cittadini delle isole Falkland avevano riottenuto lo status di cittadini britannici, invece in Argentina, Paese sconfitto, il regime militare era stato obbligato ad invitare il popolo argentino per le elezioni democratiche. Il 30 ottobre 1983 si realizzarono le elezioni per scegliere le autorità democratiche. Raúl Ricardo Alfonsín, candidato dalla Unión Cívica Radical venne eletto con il 52% dei voti, superando al Partido Justicialista (partito del peronismo) che ottenne il 40%. Con Alfonsín al potere, quest’ultimo dovette affrontare il problema della transizione democratica in un paese con una lunga tradizione di governi militari, che era arrivato alla guerra delle Falkland/Malvinas. Tuttavia, il vero problema in sé che aveva colpito l’Argentina era stata, ed è tutt’ora, la disoccupazione, in effetti alla fine della battaglia la percentuale di persone inattive nel contesto lavorativo era del 18%. La situazione era drasticamente peggiorata verso la fine degli anni ‘90 del XX Secolo e l’inizio degli anni ‘00 del XXI Secolo, quando l’Argentina venne stata colpita a dura prova da una crisi economica. Fortunatamente nel 2005 l’economia si era ripresa, ma una sentenza giudiziaria alla precedente crisi del 2001, aveva portato per l’ennesima volta il Paese sudamericano in bancarotta nel 2014. Ora come ora, l’Argentina ha un debito pubblico di 400 miliardi di dollari (378 miliardi di euro), e la sua economia, pur essendo la terza potenza economica in Sudamerica, è sempre più al collasso.
Geografia
Come già detto, l’Argentina è uno stato dell’America Meridionale, situato tra la catena montuosa delle Ande a ovest e l’Oceano Atlantico a est, e confina con i seguenti stati:
- Nord: con il Paraguay e Bolivia;
- Nord-Est: con il Brasile e l’Uruguay;
- Est: con il Cile.
Tuttavia, l’Argentina reclama una parte dell’Antartide, denominata Antartide Argentina. Inoltre dichiara suoi i territori delle isole Falkland/Malvinas, la Georgia del Sud e le isole Sandwich Australi, isole attualmente sotto il dominio del Regno Unito.
Territorio
Il territorio argentino è più della metà montuoso, e vi sono principalmente due catene montuose: le Ande e la Patagonia. Le Ande sono le montagne più alte dell’intero continente sudamericano e coprono gli stati della Colombia, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Perù, Cile e la stessa Argentina. Nel caso dell’Argentina, le Ande sono situate a ridosso con il confine cileno, il cui ricopre tutta la fascia Ovest del Paese. La montagna più alta della catena montuosa è l’Aconcagua, situato nella provincia di Mendoza, grazie con i suoi 6.961 s.l.m.; seguito dal vulcano Cerro Bonete (6.872 s.l.m.) nella provincia de La Rioja e con 6.868 s.l.m., nella provincia di San Juan, il Mercedario. Invece, d’altra parte, la Patagonia, situata sempre al confine cileno, è una combinazione delle nostre dolomiti italiane, ma a differenza di quest’ultime, questa catena montuosa è formata da poco più di 300 montagne e ghiacciai, con la lunghezza di quasi 900.000 km².
Colline, Pianura e Corsi d'Acqua
Sebbene le colline coprono una piccola percentuale del suolo argentino, invece le pianure, che chiudono quasi metà del territorio, sono coperte dalla Pampa (ovvero pianura in lingua quechua). Occupando le province di Buenos Aires, La Pampa, Santa Fe e Córdoba, e alcune zone del Brasile e dell’Uruguay, la Pampa argentina è molto simile alla prateria del Nord America e alla vegetazione della Siberia, regione geografica della Russia. Il territorio, sebbene sia esteso, è poco abitabile dato che, come ben si sa, la maggior parte degli abitanti in Argentina abita in grandi città. Tuttavia vi sono diversi fiumi che vi scorrono, come il río Uruguay, lungo 1.600 km, delinea il confine tra l’Argentina, Brasile e l’Uruguay, fino ad unirsi al río Paraná (fiume argentino più lungo e secondo in Sud America) e successivamente formare con essi un estuario lungo il 290 km, sotto il nome di río de la Plata.
Ovviamente ci sono anche diversi laghi in Argentina. Due di questi sono il Lago Argentino e il Lago Viedma, situati al confine cileno nella provincia di Santa Cruz, sono patrimonio dell’UNESCO dato che fanno parte del Parque Nacional Los Glaciares. Questo parco, oltre a contenere questi due enormi laghi, include, con 47 ghiacciai, una delle masse di ghiaccio più grandi e lunghe al mondo. Sempre in territorio argentino è possibile vedere, e ovviamente visitare, alcune cascate come le Iguazú. Situate a ridosso al confine brasiliano, queste cascate sono le più estese del mondo con una larghezza di 7,65 km con, sia grandi che piccole, 275 cascate. Nell’insieme nasce il río Iguazú, che a sua volta sfocia nel río Paraná.
Sebbene si trovi alla quasi estremità meridionale del mondo, l’Argentina è caratterizzata da diverse tipologie climatiche. Iniziando con ordine, nel Nord del Paese il clima è molto tropicale, clima tipico tra i due tropici del Cancro e del Capricorno; successivamente tra la Pampa e la capitale Buenos Aires c’è un clima tipicamente temperato e per fine in tutte le zone montane (Patagonia e Ande incluse) e nella Terra del Fuoco c’è un clima alquanto artico. Da ricordare che in alcune zone piane dell’Argentina il clima è molto arido con precipitazioni rare.
Il frequente alternarsi di periodi di crescita e di crisi ha impedito all’Argentina uno sviluppo solido dell’economia stessa. Molto importante e produttivo, il settore primario il cui impiega l’1% della popolazione attiva ma genera il 10% del PIL nazionale. Sebbene il settore secondario costituisce il quasi 31% del PIL, è il più evoluto di tutta l’America Latina. Le industrie sono attive in tutte le principali attività, dall’alimentare al meccanico, fino ad alcuni tra i rami più avanzati dell'elettronica. Formando quasi il 60% del PIL, il settore terziario argentino è dovuto dal fatto, ovviamente anche dal commercio, del turismo, con la visita di Buenos Aires, la Patagonia, la Pampa, la Terra del Fuoco, le Ande e le cascate Iguazú.
Suddivisione Territoriale ed Amministrativa
In Argentina vi sono 23 Stati Federali (o province), che alla città autonoma di Buenos Aires, rappresentano la prima suddivisione territoriale. Quest’ultimi sono suddivisi in dipartimenti (departamentos), fatta esclusione per la provincia di Buenos Aires che sono chiamati partidos, e a loro volta in comuni (comunas), possono essere suddivisi in aree/zone geografiche:
- Nord-Ovest: le province del Catamarca, Jujuy, Salta, Santiago del Estero e del Tucumán;
- Nord: le provincie del province Chaco, Corrientes, Formosa e Misiones;
- Pampa (a ridosso delle grandi città): le province di Buenos Aires, Córdoba, Entre Ríos, La Pampa e Santa Fe;
- Cuyo (a ridosso del Cile): le province de la Rioja, Mendoza, San Juan e San Luis;
- Sud: le province di Chubut, Neuquén, Río Negro, Santa Cruz, e Tierra del Fuego, Antártida e Islas del Atlántico Sur
In Argentina, oltre alla capitale stessa con un patrimonio pazzesco, vi sono molte città importanti che hanno un fascino e una storia tutta loro, e alcune di queste sono le seguenti:
- Mar Del Plata: Affacciata all’Oceano Atlantico e distante da 400 km da Buenos Aires, venne fondata nel 1874 e divenne fin da subito meta da diversi immigrati italiani;
- Rosario: Terza città per numero abitanti, e anche terza meta scelta dagli emigranti italiani, Rosario è situata ai lati del rìo Paranà ed è conosciuta come la Cuna de la Bandera (Culla della Bandiera);
- Córdoba: Fondata nel 1573 e situata nella pianura della Sierra Chica, Córdoba è considerata la seconda capitale dell’Argentina per via della sua importanza e del numero di abitanti;
- Santa Fe: ricca di storia e architettura, Santa Fe è considerata uno dei centri industriali più importanti dell’Argentina, e nonché dell’America Latina, con la produzione di grano, olio e carne;
- Ushuaia: completamente immersa tra l’oceano e i ghiacciai, Ushuaia si trova sulla costa meridionale della Terra del Fuoco, ed è molto probabilmente la città più meridionale di sempre.
Dopo aver scoperto le radici della storia e della geografia dell’Argentina, l’avventura non sarà mica finita, infatti ci saranno altri episodi sulle radici di questo magnifico paese. Alla prossima.